God Morning. La comunicazione secondo Gesù, di Antonio Iannaccone

Altro che Gesù Cristo perfetto comunicatore. In apparenza, il povero Yeshùa era un disastro: parlava molto meno del dovuto, non era sincero al punto tale da “autoproclamarsi” re dei giudei (sarà Barabba a beneficiarne) e usciva spesso “fuori traccia” coi propri racconti infarciti di comparazioni, allegorie, similitudini. Ma questo non deve sorprenderci, in quanto la perfezione di Dio si manifesta nelle imperfezioni che per amore nostro egli assume: dalla debolezza della povertà alla finitudine del patire, dalla lacerazione del morire all’oscurità del domani, passando attraverso quella costante misrepresentation giustificata nell’evento catartico della croce (tutto è compiuto, Gv 19, 30).

Un sacrificio mediante il quale Cristo si china verso l’uomo, immedesimandosi in lui e nelle sue sofferenze per far sì che comprenda – passo dopo passo – ciò che sta accadendo. E proprio tale chinarsi costituisce il leitmotiv della vita terrena di Gesù, del suo stile relazionale e del suo comunicare, trattato in questo libro.

 

Antonio Iannaccone insegna sociologia (generale e della comunicazione) presso la facoltà di scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana. Fra le sue recenti pubblicazioni: Passeggiata o street marketing? Quando la comunicazione diventa aggressiva (2025), in «Cenobio», 74, 4; La vita si fa storia. Quotidianità, social media e cattive narrazioni (2024), in «Urbaniana University Journal», 76, 1; ComuniCare. Viaggio negli uffici per le comunicazioni sociali delle diocesi italiane (2023), in «Metis. Rivista di sociologia», 30, 1; Sociology Between Science and Knowledge (2022), in «Italian Sociological Review», 12, 1; The Young and the Local Church. A Sociological Investigation in the Diocese of Avellino (2021), in P. Tang Abomo (dir.), At the Crossroads: When Social Sciences Speak to Theology, Rome, Gregorian & Biblical Press; Un caffè con McLuhan (2020), Mercato San Severino (Salerno), Edizioni Paguro.

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