Custodire l’umanità che verrà è compito di ogni padre, una missione che alimenta la chiave della pace, perché crescere sorelle e fratelli significa disinnescare la prepotenza del mondo. La figura di san Giuseppe, sposo e papà, ci spinge a riflettere proprio sul senso profetico della paternità nel tempo di oggi: come egli si prese cura di Maria e di Gesù, così oggi chiunque viva una forma di paternità, ovvero di responsabilità e guida nei confronti di qualcun altro, è chiamato a essere custode del tesoro che gli è affidato.
Così facendo egli è testimone di un Dio che vive nella storia e condivide gioie e sofferenze, speranze e ferite. Giuseppe nei racconti evangelici non è molto presente, eppure da sempre la sua eredità spirituale è particolarmente cara alla devozione popolare, che in lui scorge l’umiltà di chi porta avanti un compito altissimo e gravoso senza chiedere nulla per sé.
Ecco allora il senso della paternità: cooperare con Dio per generare la vita attorno a noi. E così noi, come figli, sappiamo che nell’abbraccio sicuro di quel Padre possiamo trovare rifugio, accoglienza e protezione da tutte le intemperie della vita.
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