Ero in quella grande spianata di Tor Vergata per il Giubileo dei giovani 2025 da diversamente giovane con il parroco don Felice Jacobellis, un gruppo di giovani e di educatori della Parrocchia San Marco di Bari (500 da tutta la Diocesi Bari-Bitonto).
Da subito la rete ha prodotto migliaia di commenti su questo grande evento.
Tanti molto critici e per certi aspetti anche aggressivi e tanti altri positivi.
Tra i commenti critici ci sono sicuramente delle verità in una Chiesa che stenta ancora a farsi interprete concreta dei mali del mondo e tutti noi sappiamo quanta discrasia spesso ci sia tra il dire e il fare.
Ma il Giubileo e le GMG hanno sempre raccolto centinaia di migliaia di giovani di ogni parte della terra che seppur con tempi lunghi hanno saputo seminare.
Certo, una perfetta macchina organizzativa, come e stata quella di Tor Vergata (fatta però qualche eccezione per la manutenzione dei bagni) qualche carenza di contenuto può anche averla coperta sebbene la spiritualità di ciascuno non credo sia mai mancata come testimoniato dal lunghissimo e profondo silenzio collettivo nei momenti dell’Adorazione nella veglia del sabato.
Ma come non riflettere sul fatto che sia quasi impossibile perdere ogni granello di quella terra rossa di quella grande spianata, che, seppur scrollata o lavata, tornati a casa, sia ormai entrata dentro come esperienza di vita in quel milione di giovani?
Eravamo tanti, tanti, tanti, tutti diversi ma con un unico sguardo di gioia suggellato dall’ unicità di un grande sorriso globale e dagli abbracci spontanei tra giovani provenienti da ogni parte della terra, che hanno cancellato la fatica dei lunghi passi fatti negli spostamenti fisici.
Una gioia e un sorriso che personalmente non vedevo da anni.
Credo che comunque sia stato un grande investimento immateriale almeno per chi vi ha partecipato che non potrà non lasciar proprio nulla come qualche detrattore afferma e che i suoi interessi, anche piccoli che siano nel tempo e nello spazio, dovrà pur raccoglierli in un mondo assetato di giustizia e pace nel quale “Spes non confundit”, la speranza non può deludere, anche con il nuovo pontificato di papa Leone XIV che già si profila foriero di buoni auspici.
Il Giubileo dei giovani e stato un evento e per immenso che sia stato non possiamo caricarlo di altrettante immense aspettative se non nei passi che ciascuno saprà e vorrà compiere singolarmente e collettivamente.


