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Un intreccio personale, di Pietro Urciuoli

creato da webmaster ultima modifica 18/04/2019 16:48
Pubblicato il giornale di Cercasi un Fine n. 100. 2005-2015: 100 numeri di giornale, 10 anni di attività. Il momento di una riflessione condivisa ...

 

Quest’anniversario di Cercasi un fine coincide in un certo senso anche con un mio anniversario personale.
Era la primavera/
estate del 2005. Avevo acquistato il libro dell’Abbè Pierre Mio Dio…perché? ed ero rimasto impressionato da quell’uomo di Dio che, ormai prossimo alla fine dei suoi giorni, rifletteva sul significato profondo della sua esperienza di fede senza timore di mettere in discussione alcuni capisaldi della religione cattolica.
Decisi così di fare tesoro dello stimolo offerto da quella lettura e di iniziare un cammino di approfondimento, di discernimento della mia vocazione cristiana e francescana; decisi anche di aprirmi di più, di impegnarmi a conoscere altre realtà ecclesiali.

Attraverso la rete cominciai a prendere contatti con tante associazioni, con tante persone. Ovviamente nel corso di questi dieci anni molte cose sono cambiate: ho avviato molte esperienze e molte ne ho abbandonate, ho trovato molti compagni di strada e molti ne ho persi. Ma vi sono stati anche alcuni punti fermi, esperienze e persone che mi hanno segnato e ancora mi segnano in profondità.

Una di queste è l’esperienza di Cercasi un fine e l’amicizia con Rocco D’Ambrosio. Conservo ancora il primo articolo che gli inviai. E conservo anche la mail nella quale, con la sua consueta cortesia, mi comunicava che il mio scritto avrebbe trovato posto nel giornale.

Fu pubblicato sul giornale n. 30, del maggio 2008, un numero dedicato a Giuseppe Alberigo. Non avevo la più pallida idea di chi fosse; ma leggendo il giornale capii che era stato un laico di rara coerenza e un attento testimone del Concilio. Cominciai così a studiare il Concilio per rileggere, con una diversa e nuova maturità, quelle innovazioni epocali di cui non avevo mai ben compreso la portata. E poi cominciai a studiare anche gli anni del dopo Concilio, venendo così a contatto con le esperienze umane ed ecclesiologiche della generazione che mi aveva preceduto.
E poi cominciai a
seguire l’attività di quanti nella realtà ecclesiale attuale si sforzano di portare avanti quegli slanci profetici del concilio che ancora aspettano di trovare piena attuazione.
E poi, e poi, …

Questo, dunque, ha rappresentato e rappresenta per me questo giornale; uno strumento che mi propone stimoli sempre nuovi che sviluppo autonomamente nelle direzioni che sento più consone alla mia sensibilità.

Oggi i miei interessi sono diversificati, sicuramente più sbilanciati sul versante storico e teologico che su quello politico e sociale; anche per questo motivo - oltre che per le difficoltà logistiche dovute alla lontananza fisica - non posso dire di essere un membro attivo nell’associazione, nelle scuole o nei seminari. 
Ma al di là delle sue differenti articolazioni e specificazioni – giornale, associazione, scuole, seminari, editoria – è Cercasi un fine nel suo complesso che rappresenta ancora oggi, a dieci anni di distanza, un punto fermo nella mia esperienza umana e religiosa.

Un’esperienza che si va sviluppando sempre di più in linea con una frase di don Milani riportata nel sottotitolo del giornale: “Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte”.

Pietro Urciuoli
[
ingegnere, socio CuF, Avellino]

 


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