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Democrazia & .. la Carta fondamentale ed i trattati dell’Unione Europea, di Anna Rita Fasano

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 23/11/2018 12:11
Reportage dalla scuola politica di Giovinazzo: lezione su “Democrazia & Carta fondamentale”, con Laura Tafaro, docente di diritto privato presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”...

Continuano le lezioni della “Scuola di Democrazia”, giunte al secondo appuntamento nel pomeriggio di sabato 17 novembre. L’approfondimento dal titolo “Democrazia & Carta fondamentale” , svoltosi presso la sala “San Francesco” della parrocchia “Maria SS. Immacolata” di Giovinazzo, è stato tenuto da Laura Tafaro, docente di diritto privato presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. L’incontro, così come tutto il percorso di formazione, è stato organizzato dalla Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi e dall’Associazione “Cercasi un fine- Onlus” in collaborazione con l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, la Consulta per le Aggregazioni Laicali, l’Ufficio Socio Politico dell’Azione Cattolica, l’Osservatorio per la legalità e per la difesa del Bene Comune di Giovinazzo ed in sinergia con le redazioni di “Luce e Vita” ed “In Città”. Un importante momento formativo nel quale la docente ha compreso nella sua analisi non solo la Costituzione italiana, ma anche i trattati dell’Unione Europea: un vero e proprio passaggio obbligato, come lei stessa ha sottolineato anche nel corso dell’intervista al termine della lezione.

Prof.ssa Tafaro, ha ricordato sin da subito quanto sia importante parlando di Costituzione affiancare i valori fondamentali al puro e rigido formalismo.

“Certamente è così. In apertura, la nostra Carta fondamentale non sancisce semplicemente la forma di Stato, ma ci dice che lo Stato esiste per dare attuazione al pieno e libero sviluppo della persona umana. E nell’art.139 il costituente afferma che la forma repubblicana è immodificabile, dove per quest’ultima si intende l’insieme dei principi e dei valori fondamentali contenuti nella Costituzione che ha come architravi la persona umana ed il solidarismo”.

All’inizio dell’incontro ha sottolineato quanto fosse importante correggere il tiro comprendendo tra le fonti di diritto da analizzare anche i trattati dell’Unione Europea.

“È dal Trattato di Roma risalente al 1957 che l’Italia ha ceduto parte della sovranità e della potestà legislativa all’attuale Unione Europea. Inizialmente le competenze erano molto ristrette, ma in virtù dell’art.5 del Trattato sull’Unione Europea, sono di gran lunga aumentate, con riflessi importanti sulla vita dei cittadini. Ecco perché non è più pensabile rinvenire i principi ed i valori fondamentali dell’ordinamento nella sola Carta fondamentale. La buona notizia è giunta con il trattato di Lisbona grazie al quale oggi abbiamo l’art.2 del Trattato dell’Unione Europea che parla espressamente di dignità umana, di eguaglianza negli stati di diritto e di principio di democraticità”.

Ha però denunciato un deficit attuale proprio di democraticità.

“Esiste un deficit di democraticità a livello europeo, perché le leggi vengono fatte da organi che sono emanazione dei governi dei ventotto Stati membri dell’Unione Europea e soprattutto perché non c’è un controllo sull’esercizio del potere. La sovranità popolare si esplica esclusivamente nel momento iniziale delle elezioni. Non a caso è stato detto che il popolo si limita a fungere da “distretto elettorale” e non esercita più alcun controllo sugli eletti, questo anche in virtù dell’art.67 della Costituzione che stabilisce il divieto del mandato imperativo. Tra eletti ed elettori esiste un rapporto fiduciario e gli eletti in Parlamento sono tenuti semplicemente ad assicurare gli interessi della nazione”.

Quali quindi le possibili vie d’uscita: la previsione di figure indipendenti e con potestà legislativa, magari mutuando le esperienze già compiute in altri Stati?

“Nessuno ha la bacchetta magica o le ricette per la democrazia. Sembra significativo che da sempre si rifletta sulla questione del controllo dell’esercizio del potere. Come altrettanto emblematico sembra essere il moltiplicarsi in tutto il mondo di esperienze nelle quali sono previsti intermediari tra i governanti ed i governati. Ognuna della quali con compiti e funzioni molto diverse, ma che insieme testimoniano una tendenza in atto ovunque a prevedere correttivi ad una sovranità popolare che si esplica solamente nel momento della scelta dei governanti”.

In conclusione, al di là delle figure che potrebbero essere istituite, quanto è importante una corretta informazione da parte dei cittadini sia al fine di una loro partecipazione più attiva alla vita politica sia per evitare che si esprimano opinioni senza un’adeguata conoscenza a riguardo?

“L’accesso all’informazione è un aspetto cruciale in una democrazia. Teniamo anche conto del fatto che subito dopo il verificarsi di un evento di cronaca tutti diventano esperti di qualunque cosa. Questo secondo me testimonia il bisogno da un lato di avere fonti corrette e dall’altro lato i pericoli di un’informazione che spesso viene manipolata. È uno dei nodi principali delle democrazie occidentali sulle quali si può intervenire proprio facendo leva sul principio di uguaglianza e facendo in modo che tutti abbiano la possibilità di accedere all’informazione”.

Appuntamento per la terza lezione della “Scuola di democrazia” a sabato 15 dicembre sempre alle ore 16 presso la sala “San Francesco” della parrocchia “Maria SS. Immacolata” con Onofrio Romano, professore associato di Sociologia generale presso l’Università degli Studi di Bari con l’approfondimento dedicato a “Democrazia & …tra partiti e movimenti".

 

http://www.incittagiovinazzo.it/20-news/attualita/1167-democrazia-la-carta-fondamentale-ed-i-trattati-dell-unione-europea#news

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