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News:
Lezione del 18 marzo
2006
La politica e il
problema ambientale
Prof.
Maria Panza
(Esperta in
educazione ambientale, WWF Puglia)
Si è svolta
sabato 18 marzo l’ultima lezione del
primo anno della Scuola di formazione
all’impegno sociale e politico voluta
dal Consiglio pastorale zonale di
Putignano, sul tema “La politica ed il
problema ambientale”, relatrice la prof.sa
Maria Panza, esperta in educazione
ambientale e parte attiva del WWF da
molti anni. I temi discussi con i
partecipanti si sono concentrati
sull’educazione ambientale, ovvero la
attività svolta soprattutto nelle scuole
volta a comunicare i temi del rapporto
dell’uomo con ciò che lo circonda, il
suo “ambiente”, allo scopo di stabilire
un uso delle risorse da parte dell’uomo
che sia compatibile con la capacità
dell’ambiente di rigenerarle assorbendo
quelle trasformate dalla attività umana.
Questo processo implica la modifica dei
comportamenti umani nel ripensare ad
ogni gesto in chiave di uso di risorse e
degradazione delle risorse. Una
esemplificazione di questo è il calcolo
della cosiddetta “impronta ecologica”,
ovvero una sorta di calcolo della
superficie di ambiente naturale
necessario a riformare le risorse
consumate e digerire quelle trasformate
dalla vita di un uomo. Per chi, come chi
scrive, ritiene di assumere
comportamenti abbastanza virtuosi,
l’impronta ecologica è di circa 6 ettari
! Si è quindi parlato del concetto di
sviluppo sostenibile e della sua
evoluzione teorica e storica, e di come
nell’agire politico quotidiano di tutti
noi sia necessario riconsiderare le
nostre abitudini chiedendoci se davvero
le azioni che compiamo sono tese a
minimizzare la nostra impronta ecologica
su questo pianeta!
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Lezione del 14 marzo
2006
La pace come
clima della politica
Rev. Carlo Latorre (Dottorando presso la Pontificia
Università Gregoriana di Roma)
Definire la pace e la politica racchiudendone l’intrinseco
significato di ciascuno dei termini,
in soli tre sostantivi; è stato
questo l’inizio dell’incontro che il
rev. Carlo Latorre (dottorando
presso la Pontificia Università
Gregoriana di Roma) ha tenuto presso
la “scuola di formazione all’impegno
sociale e politico” di Putignano,
giunta ormai al suo penultimo
appuntamento.
Solidarietà, dialogo, tolleranza, comunicazione,
partecipazione, servizio per il bene
comune, questi i termini individuati
dagli allievi e che hanno subito
centrato l’obiettivo del relatore:
Condivisione dell’altro, fraternità,
elementi che accomunano la pace e la
politica.
La riflessione ha portato a individuare come, la fraternità
ha caratterizzato gli eventi storici
divenendo forza per la difesa dei
territori ma al tempo stesso usata
per consentire scambi
politico-commerciali (dichiarazione
di fratellanza tra sovrani di
territori diversi usata a tale
scopo), forza propulsiva per la
rivoluzione francese ma al tempo
stesso disattesa per realtà al di
fuori di essa (caso Haiti), fino ad
arrivare all’esperienza terrena di
Gesù Cristo che con la sua vita e
morte ne ha elevato il significato
indirizzandolo verso la donazione
all’altro e al perdono.
Si parte dalla propria persona, quindi, per
realizzare un clima di pace, ma ciò
risulta tanto più possibile quanto
più nella persona stessa vengono
soddisfatte positivamente quattro
grandi dimensioni relazionali:
Relazione con Dio; Relazione con se
stessi; Relazione tra pari;
Relazione con la natura.
Pace, shalom, (in ebraico ha la stessa radice di
“completezza”), punto di
arrivo-partenza per la realizzazione
dell’uomo è il messaggio finale che
ha concluso l’incontro.
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Lezione del 11 febbraio
2006
La giustizia
come cardine della politica
Dr. Giuseppe Mastropasqua (Magistrato presso il Tribunale di
Bari)
Sabato
11 febbraio preso l’auditorium “Luce
e vita” della parrocchia di San
Filippo Neri si è tenuto il decimo
appuntamento con le lezioni della
scuola di formazione all’impegno
sociale e politico attivata a
Putignano dall’ottobre scorso. E’
gentilmente intervenuto il dottor
Giuseppe Mastropasqua, magistrato
presso il tribunale di Bari, che ha
affrontato il tema: “La
giustizia come cardine della
politica”. E’ possibile
individuare tre parti in cui si
divide la relazione esposta dal
dottore: la prima è dedicata al
confronto fra tre principali
movimenti politici, ossia il
liberismo, l’utilitarismo e i
sistemi totalitari e analizza
criticamente la concezione di
giustizia e politica propria di
ciascuna di queste dottrine. Solo
nella seconda parte si giunge ad una
definizione più generale e perciò
universalmente accettata di
politica: “La politica è servire
senza tornaconti personali la
Comunità con le proprie competenze e
capacità, per contribuire a
costituire con gli uomini di buona
volontà la città dell’uomo a misura
d’uomo”. La spiegazione che il
Dr. Mastropasqua dà del concetto di
politica è lapidaria e quanto mai
inequivocabile: c’ IMPONE di
non fare della politica uno
strumento di realizzazione
personale, un mezzo per soddisfare
le proprie ambizioni, ma al
contrario ci sprona ad intendere la
politica principalmente come “servizio alla comunità, come
dedizione di sé, spendita della
propria capacità, professionalità,
competenza, onestà senza alcun
tornaconto personale o interesse
proprio”. La terza parte, da
ultimo, si sofferma sulla
definizione e l’analisi dell’idea di
giustizia, condotta attraverso
l’esame di alcuni frammenti della
Costituzione Italiana. La giustizia
è valore imprescindibile
dall’attività politica, la giustizia
si fonda sul rispetto assoluto della
dignità umana. Siamo dunque giunti
alla composizione di un “teorema
politico”, che partendo dalle
ipotesi secondo cui la giustizia è
alla base di ogni relazione
personale e l’organizzazione
politica è connotata dalle
relazioni, giunge a dimostrare che
la giustizia è il cardine della
politica, poiché la regola di
giustizia presiede (o almeno
dovrebbe presiedere) tutte le
istituzioni pubbliche
indistintamente.
Isabella
Mastrangelo |
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Dr. Giuseppe Mastropasqua (Magistrato presso il Tribunale di Bari) |
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Lezione del 4 febbraio
2006
Il bene comune come fine della
politica Rev. Prof.
Luigi Renna (Docente di Teologia Morale, Facoltà Teologica
Pugliese di Molfetta)
La
ricerca del bene comune e la
consapevolezza che la felicità non
si raggiunge se si resta isolati
spingono l’uomo di ogni tempo e
luogo ad impegnarsi in prima persona
nella cosa pubblica, a condividere e
collaborare al fine di realizzare
del buono per sé e per gli altri.
Spesso però questa condivisione non
si realizza in termini di
solidarietà umana ma l’uomo, nel
bene condiviso, ricerca solo il
proprio interesse.
Importante è, però, fare subito una
distinzione perché molti beni
somigliano al bene comune che può ,
per questo motivo, assumere
accezioni sbagliate o troppo
riduttive.
Ad
esempio ci sono i “valori comuni”
richiesti in primo luogo dalla
nostra natura corporea e spirituale
e condivisi da gruppi, associazioni
politiche e movimenti religiosi.
Quindi,
“i beni della comunità” o “bona
communitatis” ovvero le istituzioni
e i servizi di carattere pubblico o
di interesse nazionale.
Infine,
“il bene individuale” cioè il bene
della persona stessa che riguarda i
suoi diritti e le sue esigenze
storiche e contingenti.
Anche
nel corso della storia l’idea di
bene comune ha assunto sfumature
differenti, partendo dalla
concezione aristotelica secondo cui
il bene comune si identificava
fortemente con la polis ”se
infatti è identico il bene per il
singolo e per la città, sembra più
importante e più perfetto scegliere
e difendere quello della città”.
San
Tommaso invece, rilegge la filosofia
di Aristotele attribuendo al singolo
una dignità nuova, quella di figli
di Dio:il fine dell’ uomo è Dio
stesso ma ci sono dei fini
“infravalenti” come il bene comune e
la felicità.
Con
questi autori finisce una visione
cristiana della vita tanto che, con
Hobbes, l’uomo che vuole raggiungere
il bene comune trova delle
difficoltà poiché “Homo Homini
lupus”, l’uomo è lupo per l’ altro
uomo: non si sente chiamato alle
relazioni e quindi il bene comune si
riduce a somma sterile di beni
individuali.
Con
Rousseau, il bene comune si
identifica sempre più con la volontà
generale per cui di qui in avanti si
sviluppano due visioni ben distinte:
il modello liberale in cui gli
uomini si uniscono esclusivamente
per il raggiungimento dei loro fini
egoistici e quello statalista in cui
è lo Stato ad assicurare il bene ai
singoli che nel contempo ricevono
benefici materiali e spirituali non
in quanto persona ma come parte
dello Stato stesso.
Ciascuna
di questa visioni è però da
ritenersi incompleta perché mette in
luce solo una parte di quello che
dovrebbe essere , in definitiva , il
significato di bene comune.
Il bene
comune non è dunque la semplice
somma di interessi individuali ma,
come affermato nella Centesimus
Annus, è la sintesi ideale di
bisogni e valori condivisi al centro
dei quali c’è l’uomo con la sua
integrità e la sua dignità di
persona umana. Ciò presuppone
pertanto la ricerca costante del
bene altrui come se fosse il
proprio, la ricerca di un bene che
dovrebbe essere il fine intermedio e
non il fine ultimo di ogni uomo.
Il bene
comune espresso in questi termini si
pone come fine della politica, non
intesa in senso stretto ma
riguardante ogni mezzo e ogni
strumento che sia possibile
scegliere per realizzare il bene di
una persona e di una comunità.
Il bene
comune così inteso inizia con la
partecipazione sia essa quella dei
partiti o quella delle modalità di
scelta dei propri rappresentanti,
scelta delicata che deve essere
fatta con coscienza evitando di
proporre candidati che abbiano
interessi troppo forti.
SANTA
MASTRANGELO
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Rev. Prof. Luigi
Renna (Docente di Teologia Morale, Facoltà
Teologica Pugliese di Molfetta) |
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Lezione del 28
gennaio
2006
ETICA E POLITICA:
MACHIAVELLI HA RAGIONE?
Rev. Prof. Angelo Panzetta
(Docente
di Teologia Morale, Facoltà
Teologica Pugliese di Molfetta)
Sabato 28
gennaio si è svolta l’ottava lezione del
corso di formazione all’impegno sociale
e politico. Il rev. Prof. Angelo
Panzetta (Docente di Teologia Morale,
Facoltà Teologica Pugliese di Molfetta)
ha tenuto un’interessante relazione dal
titolo emblematico “Etica e
Politica: Machiavelli ha ragione?”.
Linea guida dell’intervento è stato
l’interrogativo: la politica può
essere considerato un “luogo” etico.
Dopo aver brevemente illustrato le
diverse teorie che la storia ha proposto
al riguardo, il Prof. Panzetta ha
prospettato l’idea di una possibile
integrazione tra etica e politica,
partendo però dalla fondamentale
premessa che queste due dimensioni sono
da considerarsi autonome, poiché scienze
positive che rispondono a regole
proprie. Tuttavia, prosegue Panzetta, la
politica essendo fatta di atti umani,
deve necessariamente presupporre
responsabilità per chi le pone in
essere, visto che l’azione politica
interessa i valori fondamentali
dell’umano quali: il bene comune e il
bene della persona.
Se etica e
politica sono dunque in rapporto fra di
loro, esso è sicuramente conflittuale.
L’etica, in altri termini, ha il compito
di mettere in discussione le politica problematicizzandola. Sarà poi la
politica ha saper compiere la giusta
sintesi.
Nella
tradizione ebraico – cristiana, possiamo
ritrovare essenzialmente quattro valori
che moralizzano la politica, essi sono:
la carità, la giustizia, il bene comune
ed infine l’opzione fondamentale per il
povero.
Dopo la
brillante relazione, i partecipanti al
corso si sono confrontati fra di loro e
con il docente intervenuto su alcuni
passaggi dell’ enciclica di Benedetto
XVI, Deus caritas est.
La prossima
lezione è per sabato 4 febbraio.
Tema: “Il bene
comune come fine della politica”,
relatore Prof. Luigi Renna. L’incontro,
invece, del 18 febbraio è stata
anticipato a sabato 11 , con un
intervento del Dr. Giuseppe Mastropasqua,
magistrato del Tribunale di Bari.
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Rev. Prof. Angelo Panzetta
(Docente di
Teologia Morale, Facoltà Teologica
Pugliese di Molfetta)
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Lezione del 14
gennaio
2006
LA DEMOCRAZIA: STORIE, CONTENUTI E
PROSPETTIVE
Prof. Pietro Mezzapesa
(già Senatore della Repubblica)
Sabato 14 gennaio 2006 il prof. Pietro Mezzapesa,
già Senatore della Repubblica, ha tenuto una lezione dal titolo:"La
democrazia, storia, contenuti e prospettive", analizzando il concetto di
democrazia, partorito dalle poleis greche, passando per le conquiste in seno
alla Rivoluzione Francese fino a quella "democrazia sociale" nata nel secolo
scorso grazie alla politica del dopoguerra e che vive oggi una fase critica
per i rischi che attentano alla sua stabilità. Il Professore ha inoltre
messo in luce il contributo fondamentale del Cristianesimo nel definire i
fondamenti e le modalità del processo che ha portato l'uomo verso la
democrazia. |
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Prof. Pietro Mezzapesa
(già
Senatore della Repubblica)
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Lezione del 17 dicembre
2005
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Il prof. Franco Chiarello
(Docente
di Sociologia dei Processi Economici e
del Lavoro, Università di Bari) ha
tenuto una lezione dal titolo "La
politica è solo interessi? (aspetti
economici)".
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Al termine
della lezione tutti i partecipanti al
corso si sono scambiati gli auguri di
Buon Natale e di un Felice 2006.
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Lezione del 26 novembre
2005
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Il Dr.
Grattagliano (Psicologo Specialista in
Criminologia Clinica, Università di Bari) ha
tenuto una lezione dal titolo "In tema di
psicologia e politica: identità relazioni e
comunicazione tra soggetti, gruppi ed
istituzioni" |
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Lezione del 19 novembre
2005
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La Prof.
Rosina Basso Lobello (Preside -
Portavoce Ass.ne art. 3) ha tenuto una
lezione dal titolo "Partecipare al
femminile: donne, politica ed istituzioni" |
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Il filosofo Jacob Bachofen, nella sua tesi
evoluzionistica,discute sul rapporto
dialettico tra principio maschile e
principio femminile: il potere maschile
consiste nella forza fisica, quello
femminile nella forza spirituale, che è più
mistico-religiosa.
Nel libro della Genesi, invece, questo
rapporto è complementare: Dio si serve della
costola dell'uomo per creare la donna. Essi
sono come due pezzi di un puzzle,
s'incastrano l'uno con l'altro,
completandosi.
Tuttavia il rapporto patriarcale, tipico
della società occidentale, rappresenta quasi
un rovesciamento di quanto affermato da
Bachofen: in questo caso è il potere
femminile ad essere fondato su un nesso
fisico, naturalistico ovvero sul rapporto
madre-figlio, sul parto, sulla vita; il
padre, anche se partecipe alla generazione,
non è sede naturale del potere, ma sede
spirituale: è l'educatore, colui che modella
l'anima e la mente del bambino. Quindi,
considerando che sia la donna che l'uomo
sono dotati di potere fisico e spirituale,
secondo me, essi insieme si completano e in
qualsiasi campo in cui operano devono agire
insieme, perché solo due pezzi e non uno
sono capaci di costruire un intero puzzle
forte e duraturo nel tempo!
Noi donne dovremmo incominciare ad operare
attivamente e sostanzialmente nelle
strutture politiche ed amministrative:
questo non è più solo un diritto, ma è
indispensabile! È anche importante per dar
voce a quelle donne che hanno subito in
silenzio nel passato, pur offrendo quella
che noi oggi chiamiamo "partecipazione
attiva". Osserviamo il passato: durante la
rivoluzione francese le donne erano
considerate esseri inferiori, difatti
l'adulterio non era di certo pagato
dall'uomo, ma solo dalla donna! Eppure tante
erano le donne che contribuivano alla
stesura dei Cahiers de Doleance,
fondamentali pezzi di storia. Diamo uno
sguardo anche alla rivoluzione industriale:
le donne hanno veramente contribuito a
questa rivoluzione! Esse lavoravano nelle
industrie tessili, ma erano soggette ai
ritmi della produzione. Testimonianza di
questo era la costruzione dei primi
asili-nido all'interno delle fabbriche.
Apparentemente questa idea sembrava
agevolare la posizione della
donna-lavoratrice, ma in realtà questo
meccanismo agevolava solo la produzione: le
donne dovevano concentrarsi solo su essa!
Infine, il peggioramento della condizione
femminile nella rivoluzione sentimentale
dell'800: assistiamo al passaggio della
donna "fattrice" alla donna "educatrice"; ci
si sofferma maggiormente sul rapporto
mamma-bambino, la donna è sempre più legata
alla sfera privata, familiare e meno legata
a quella pubblica.
Dovremo aspettare la rivoluzione sessuale,
la "minigonna" , i postumi della II guerra
mondiale per il risveglio della donna, fino
al 2 giugno 1946: data immemorabile perché
la donna vota per la prima volta!
Infine,oggi,il voto è l'unico a rompere il
mutismo, il silenzio in cui è caduta
nuovamente la donna. Essa è sempre più
agguerrita a difendere il titolo di "donna
Manager" o "donna in carriera", che è anche
giusto; ma la stessa carica, lo stesso
entusiasmo non sarebbe corretto traslarlo
anche in una serie di iniziative atte a
migliorare l'organizzazione della
partecipazione femminile nella vita
pubblica e della società? Un passo positivo
sarebbe già dedicare più tempo alla lettura
dei giornali, possedere maggiori
informazioni, essere sempre più curiose ed
educare le "donne delle future generazioni"
ad una partecipazione attiva e non passiva.
Costruttivo è anche partecipare a specifici
corsi di formazione,un esempio è quello
tenuto sabato scorso con la partecipazione
della prof. Lobello, che ha dato voce al
"silenzio"delle
donne.
Grazia Vespucci |
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IL
GRILLO PARLANTE
Sabato 5 novembre presso l’auditorium Luce e Vita di
San Filippo Neri si è svolta la terza lezione del corso
di formazione all’impegno sociale e politico sul tema:
“Partecipare alla vita politica: dove, quando, come
(aspetti sociali)” tenuta dal Dr. Franco Ferrara
(Presidente del Centro Studi Erasmo).
Una
lezione interattiva che ha visto tutti i partecipanti
trasformarsi in giornalisti di professione per la
redazione de il giornale “Il Grillo Parlante”.
Divisi in più gruppi, nel tempo stimato di circa un’ora,
i presenti hanno elaborato nove articoli (i titoli oltre
l’editoriale: Immigrati e città; Sfida alle povertà; La
legalità prima di tutto; Il lavoro precario; Le
comunicazioni impossibili; La pace e la guerra nel mondo
d’oggi; Musiche e danze; Prima della partita, nella
partita, dopo la partita: solo tifosi? Come liberare il
calcio dalla violenza, oltre a delle vignette
umoristiche e satiriche). Articoli letti successivamente
in assemblea, a conclusione dei gruppi di studio.
Interessanti lavori che hanno dato spunto a riflessioni
e confronti fra tutti gli studenti del corso. Si è
voluto così riprodurre un laboratorio politico dove
stimolare la partecipazione attraverso la lettura e
l’approfondimento dei fatti che animano il dibattito
politico e sociale del nostro paese. Tutti gli articoli
del giornale saranno a breve disponibili sul sito
www.cercasiunfine.it
e
www.putignanonelmondo.it.
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Dr. Franco Ferrara (Presidente
del Centro Studi Erasmo) |
le foto sono fornite dalla
redazione del sito
www.putignanonelmondo.it |

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LEZIONE DEL 22
OTTOBRE 2005
POLITICA,
POTERE E TRADIZIONI
Prof.
Vincenzo Robles
- Docente di Storia Contemporanea presso l'Università di Foggia |

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LA POLITICA: ALLA RICERCA DI UN SIGNIFICATO
Sabato 8 ottobre alle ore 16.00 presso
la sala teatro di San Filippo Neri si è tenuta la prima
lezione della scuola di formazione all’impegno sociale e
politico. Settantasette le persone iscritte che hanno
apprezzato la prima relazione tenuta dal
Rev. Prof. Rocco D’Ambrosio
(docente di Etica Politica presso la Pontificia
Università Gregoriana e la Facoltà Teologica Pugliese di
Molfetta) dal tema
“La politica: alla ricerca di un significato”.
Nella prima parte
dell’incontro Don Rocco ha provato a dare una
definizione di
politica
partendo dalla
concezione aristotelica
del termine. Successivamente l’analisi è stata condotta,
con chiarezza e logica di idee, con un
approccio antropologico.
I partecipanti al corso, aiutati nella riflessione da
dispense e immagini proiettate in power point, dopo
l’esposizione del tema si sono riuniti in gruppi da
sette otto elementi chiamati a rispondere liberamente ad
alcune domande sul tema. Si è voluto così ricreare
luoghi di sana discussione politica. L’ultima fase
dell’incontro è stata dedicata alla discussione pubblica
e alle domande dei partecipanti per ulteriori
chiarimenti.
Il prossimo incontro è
stato fissato per
sabato 22 ottobre con una lezione dal
tema
“Politica, potere e tradizioni”
del
Prof.
Vincenzo Robles,
docente di storia contemporanea presso l’Università di
Foggia.
Per tutti coloro che
volessero inviare contributi scritti (da inserire sul
sito
www.cercasiunfine.it nella sezione dedicata alla
scuola di formazione di Putignano) o avere ulteriori
dispense e materiale di approfondimento sui temi
affrontati nella prima lezione, può inviare un e-mail a
scuolpolputignano@libero.it .
GUARDA
LE FOTO |

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CONOSCERE PER PARTECIPARE
Martedi 20 settembre presso l'Auditorium "Luce e Vita" parrocchia di San Filippo
Neri, si è svolta la presentazione della scuola di
formazione all'impegno sociale e politico. Alla presenza
di giornalisti e numerosi cittadini, il Consiglio
pastorale zonale, nelle persone del suo presidente
Don Battista Romanazzi
e il prof.
Giovanni Natile (rappresentante del
comitato promotore dell'iniziativa), ha ufficilizzato
l'inizio, anche a Putignano, dell'esperinza dei corsi di
formazione che ormai da anni Don Rocco D'Ambrosio, con
il centro Studi Erasmo, portano avanti con successo sul
territorio pugliese.
Relatore d'eccezione, oltre allo stesso Don Rocco
D'Ambrosio direttore della costituenda scuola, il
vescovo di Convesano Monopoli S. E.
Mons. Domenico Padovano,
il quale ha benedetto l'iniziativa
sottolineando quanto importante sia creare una coscienza
sensibile ad una cultura civica e sociale partendo dai
valori base propri del cristianesimo. Dimensione,
questa, - ha sottolineato Mons. Padovano - troppo spesso
accantonata nell'azione pastorale delle parrocchie. E
così, nel complimentarsi per la strada intrapresa, ha
ribadito come la scuola di formazione abbia
esclusivamente natura di cultura politica e sociale, e
che va al di là di quella che ha definito essere la
"mischia dei partiti".
Don Rocco D'Ambrosio,
in qualità di responsabile della scuola ricordava, dati
alla mano, che nelle nazioni dove si creano occasioni
di educazione civica la corruzione assume livelli
bassissimi ed aumenta la qualità della vita. Ha
precisato, inoltre, come queste esperienze vanno
colmando un vuoto di formazione che dovrebbe essere
proprio anche di altre "agenzie" come ad esempio quella
dei partiti.
Attualmente in Italia sono state recensite circa
ottanta scuole (un calo rispetto agli inzii degli anni
'90, quando, sull'onda emotiva di "tangentopoli", se ne
contavano oltre 200), dato comunque da considerare
incoraggiante. Infine Don Rocco, ha sgombrato il campo da ogni facile
entusiasmo, chiarendo con forza che una iniziativa del
genere non è la "panacea" alla crisi attuale del sistema
politico Italia, ma cerca solo di dare strumenti e
ragioni, sia in senso di sistema di valori, sia in senso
di conoscenza tecnica - giuridica, per un impegno
responsabile in campo sociale e civico per tutti gli
uomini forti
e liberi.
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