Libertà di circolazione
appello per la chiusura dei CPT
La legge Turco-Napolitano, la legge Bossi-Fini e il
ministro dell’interno Pisanu, in nome della sicurezza,
hanno trasformato il problema politico dell’immigrazione
in guerra permanente contro tutti i migranti.
La società di oggi è martellata quotidianamente da
retoriche securitarie che ripetono incessantemente:
potete vedere voi stessi che cosa sono gli immigrati,
esseri incorreggibili e pericolosi; l’immigrato è
stupratore, drogato, oppure prostituta, ma è anche
terrorista e criminale. L’unica cosa da fare è lasciarlo
fuori dai confini dello Stato nazionale, oppure se tenta
di attraversare illegalmente i nostri confini, va
rinchiuso in un CPT e poi espulso.
L’associazione continua di clandestino e criminale ha
reso di fatto il clandestino un criminale sui generis,
un criminale d’eccezione che non può semplicemente
essere arrestato, ma deve essere internato perché non
avendo commesso reato alcuno, ha la colpa pura e
semplice di avere esercitato il suo diritto di fuga
dalla guerra, dalla fame, dalla miseria.
Queste leggi hanno reso ancora più precaria e
ricattabile la condizione giuridica dei migranti
favorendone il loro sfruttamento e creando una società
di “irregolari” da trattenere espellere e incarcerare.
Il trattamento del migrante è diventato il prototipo del
controllo della marginalità sociale. Il caso della
struttura detentiva di Castelfranco costituisce un
esempio legato alla proposta di legge Fini sulle
tossicodipendenze. Punizione e coercizione sono gli
strumenti utilizzati nei confronti di questioni sociali.
Dal 1998 – anno in cui la legge Turco-Napolitano ha
istituito i centri di permanenza temporanea – un’ampia
rete di gruppi, associazioni, partiti e sindacati ha
dato vita ad una lunga serie di azioni con l’obiettivo
di una loro definitiva chiusura, denunciando la
impossibilità di una modifica umanitaria dei CPT.
Contemporaneamente, anche dall’interno degli stessi
centri di permanenza temporanea, i migranti hanno agito
pratiche di resistenza all’arbitrio; spesso sono state
sopite, altre volte si sono concretizzate nella fuga.
In questi anni si è creato un fronte ampio e trasversale
che ha coinvolto numerosi amministratori locali e, più
di recente, ha visto associarsi la chiara presa di
parola da parte di alcuni Presidenti di Regione.
Le dichiarazioni di Vendola, in particolare la
convocazione per l’11 luglio di un Forum dei Presidenti
delle Regioni contro i CPT, hanno aperto uno scontro
istituzionale tuttora in atto.
Crediamo che questo scontro riguardi, innanzitutto, la
natura della decisione politica e rispetto a questo
crediamo che sia necessario sperimentare inedite forme
di democrazia.
D’altro canto le misure detentive applicate negli ultimi
mesi - sotto indicazioni diretta del ministro degli
interni Pisanu - nei confronti di tanti attivisti che si
battano contro la vergogna dei lager per migranti e
lottano per il diritto alla casa e al reddito,
costituiscono un esempio lampante del deterioramento
delle forme di governo attuale.
Associazione sovversiva, associazione a delinquere,
eversione dell’ordine democratico, finalità di
terrorismo, cospirazione politica contro lo stato sono
alcune delle formule utilizzate per neutralizzare le
istanze di cambiamento sociale e democrazia che
provengano dall’interno o dall’esterno dei confini
nazionali.
Di fronte a tutto ciò, come attivisti ed attiviste che
quotidianamente tentano di conquistare una vita degna di
essere vissuta per tutti e per tutte, ci rivolgiamo in
eguale maniera a tutte le realtà che si mobilitano
contro guerra, razzismo, neoliberismo economico.
Chiediamo a tutti di prendere posizione su alcuni temi:
l’abrogazione
delle leggi sull’immigrazione che si basano su
espulsione e reclusione;
la
chiusura incondizionata dei cpt;
una
politica sociale che metta la parola fine alla
divisione della società in migranti e non migranti,
illegali e legali, produttivi ed improduttivi;
la
depenalizzazione dei reati sociali.
Il Governo ci chiede un patto di sicurezza, rispondiamo
che l’unica sicurezza è data dal concreto accesso al
reddito e alla cittadinanza per tutti e tutte.
Rete No Cpt
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