Carissimi,

Senza pudore, i turiferari del libertinaggio (altro che Casa delle libertà...), i lanzichenecchi della democrazia, gli abortisti dello stato sociale, si arrogano il diritto di entrare nelle sacrestie per canonizzarsi come "attuatori della Dottrina Sociale della Chiesa"!

Ho ricevuto, indirizzato alla parrocchia di cui sono parroco, un  farneticante opuscolo.

Il titolo è: I FRUTTI E L'ALBERO

Sottotitolo: Cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

L'opuscolo è accompagnato da una lettera dell'on. Sandro Bondi, mentre il libretto è stato redatto a cura degli onn. Fabio Garagnani e Antonio Palmieri.

Siccome la parrocchia Santa Croce di Antrosano è una piccola parrocchia, immagino che il fascicolo sia stato inviato a tutte le parrocchie d'Italia.

Ho preso carta e penna ed ho risposto con la lettera che allego.

Che bello se tutti i sacerdoti rispondessero in questi termini.

La lettera può essere ripresa, cambiata, integrata e rispedita all'indirizzo indicato.

Tra i miei corrispondenti vi sono molti preti.

Li invito a diffondere la lettera allegata e, sottoscritta, stamparla e spedirla al forzista!

Ci sono gia’ diversi interventi a partire dal casus belli e dalla mia lettera a Bondi (tra cui Scoppola, mons. Casale, Corazzina e altri). La rivista MicroMega pubblicherà nel prossimo numero la lettera con le adesioni che mi stanno pervenendo (Albanesi don Vinicio, Di Piazza don Pierluigi, Dell'Olio don Tonino, forse padre Nino Fasullo e don Andrea Gallo).

Vi prego quindi, a stretto giro di posta, di inviarmi le vostre adesioni e quelle di quanti più sacerdoti potete. I laici potrebbero interessare al caso gli amici preti che conoscono.

Vi aspetto.

Aldo

 

 

Signor

SANDRO BONDI

C/o Gruppo Forza Italia

Camera dei Deputati

                                                                                                            Palazzo Montecitorio

                                                                                                           

                                                                                                            00186  R O M A

 

 

 

Signor Bondi,

                        sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla “onorevole” dovrei coartare la mia coscienza.

Ho ricevuto l’inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d’Italia.

Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.

Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.

Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall’altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.

Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi  sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro “Capo” in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del paese andavano in crisi. Solo l’elettromeccanica, nell’ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato.

I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi.

Avete speso energie e sedute-fiume in parlamento per difendere a denti stretti le “vostre” libertà mentre il paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l’Angola.

Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci.

Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la “dottrina sociale della Chiesa”. Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista, populista e plutocratica della vostra coalizione.

 

 

                                                                                                          Aldo Antonelli

                                                                                                              (Parroco)

Antrosano, 1 Marzo (Mercoledì delle ceneri) 2006

 

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