La sconfitta di Berlusconi, i cittadini e i cattolici italiani di Fausto Ciatti e Mariangela Maraviglia La risicata vittoria della sinistra alle elezioni non ci consola minimamente. Crediamo che sia un momento grave per la politica italiana, e in particolare di grave responsabilità per i vertici ecclesiali: ci chiediamo se come cristiani non dovremmo dire qualcosa a voce alta. Il risultato elettorale ci conferma quello che stiamo meditando da anni: la televisione berlusconiana ha trasformato l'antropologia del paese, coltivandone e facendone emergere i sentimenti più bassi, gli individualismi più sfrenati, l'interesse per il proprio particulare, la risata compiaciuta per ogni volgarità o cialtroneria. E' stata, quella berlusconiana, una pedagogia della facilità che ha mostrato i suoi ottimi risultati proprio in questa campagna elettorale: come può un pubblico, involgarito e depauparato da migliaia di ore di TV gossip e spazzatura, indignarsi di fronte al "coglione" detto agli avversari? Al massimo trova chi ha pronunciato l'epiteto un simpatico scavezzacollo; come può un pubblico addormentato e annichilito nella sua capacità di pensiero preoccuparsi per il precariato dei giovani, il futuro del paese, la giustizia sociale, o addirittura seguire concetti stratosferici come la crescita del debito pubblico, il crollo dell'avanzo primario? Concetti astratti, lontani, di fronte alla tangibile promessa di una riduzione immediata di ogni tassa, di fronte alla invincibile seduzione di un istantaneo e individuale bengodi. Crediamo che la sinistra e l'insieme della stampa italiana "pensante" abbia sottovalutato - con perdurante ideologismo postilluminista (la ragione che alberga nella mente di ogni uomo...) - il livello del degrado mentale in cui è piombato questo paese. Un altro discorso andrebbe fatto per la Chiesa nei suoi vertici nazionali, che con un falso cerchiobottismo, con i continui richiami SOLO a Pacs, famiglia, matrimonio, non ha detto e non sta dicendo una parola per smascherare il terribile incubo mediatico e la deriva etica senza fondo in cui è piombata l'Italia. Aveva ragione Pasolini sia quando denunciava il potere diabolico della televisione nel processo di omologazione culturale e di "sacralizzazione della merce e del suo consumo", sia quando tendeva la mano ai cattolici affermando che nell'opposizione al materialismo emergente e vincente, cattolici e comunisti si trovavano dalla stessa parte. Ma non fu creduto da nessuno. Qualcosa ha detto Moretti con il suo Caimano: i risultati elettorali confermano il suo e il nostro pessimismo. |