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Il tempo
è scaduto:
chiamata
a una svolta per le persone e le comunità critiche in
movimento
di Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti, Gino Strada e
altri amici
C'è un
tesoro in Italia che abbiamo costruito noi, noi che siamo le
comunità critiche e le persone che da tempo hanno deciso che
il mondo può e deve essere migliore. Lo abbiamo messo
assieme in anni di lavoro, e alcuni suoi frutti sono
visibili a diecimila chilometri da qui, come a poca distanza
dalle nostre case. Questo c'è. Ma l'evidenza dell'impatto
globale di tanto lavoro non è quella che speravamo. Infatti
le cose non sono meglio, non al Sud, non al Nord, non per la
Pace, non per la Legalità e per la Democrazia, né per i
Lavoratori, né per gli Immigrati, né per gli Esclusi, né per
l'Ambiente, non per l'Informazione, non per la Salute, non
per il nostro Futuro. Piccoli grandi miracoli li abbiamo
fatti, ma nella sostanza il risultato è questo, facciamocene
carico per la parte che ci compete.
Questo
significa solo che il nostro tesoro va certamente
valorizzato, ma pensato però come primo mattone cui far
seguire ben di più. E allora la chiamata va a noi tutti, per
fermare la nostra macchina, aggregarci, e:
-
Ripartire con una differenza: nuovi metodi, da inventare
assieme.
-
Marciare con una differenza: coesione, oltre gli
individualismi che ci annullano.
-
Esserci con una differenza: risultati tangibili.
-
Non
abbiamo alternative, il tempo è scaduto.
Se siamo d'accordo su:
1 - Il
primato degli interessi di tutti gli esseri viventi sulle
priorità economiche di crescita ed espansione.
2 - Il ripudio della guerra, come sancito dall'articolo 11
della Costituzione italiana, ma anche la necessaria
condivisione e presa in carico dei costi di un mondo non
belligerante.
3 - Il
riequilibrio della sperequazione Nord-Sud non solo come
dovere morale, ma anche come interesse dei Paesi ricchi, e
la condivisione e presa in carico dei costi di tale
riequilibrio.
4 - La
difesa della Costituzione italiana nella sua interezza come
ci fu consegnata dai padri costituenti, perché oggi è
evidente il rischio di un suo svuotamento e di una sua
applicazione su basi selettive. A rischio è la nostra
stessa democrazia.
5 - La
consapevolezza che la resa della sovranità nazionale a
Istituzioni sovranazionali è una tendenza portatrice di una
duplice realtà. Da una parte progresso, dall'altra possibili
grandi pericoli per gli interessi fondamentali del
cittadino. Oltre ai casi dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio e del Fondo Monetario Internazionale, si
sottolinea il più sottaciuto caso dell'Unione Europea.
6 - La
difesa della legalità nazionale e internazionale contro
tutte le mafie. Nel nostro Paese il sistema Mafia non è un
fatto di carattere regionale, bensì di costume diffuso e
ormai fuori controllo.
7 - La
consapevolezza che lungo tutta la storia umana la prosperità
delle culture e delle economie è sempre dipesa dalla libera
circolazione degli individui, indipendentemente dalla loro
religione, nazionalità o stato sociale, e non solo dalla
libera circolazione delle merci.
8 - Il
diritto a una informazione pubblica libera e non vincolata
al rendimento di capitali.
9 - La
ferma convinzione che la pubblica Istruzione, la pubblica
Sanità, e lo Stato sociale vanno mantenuti ad un elevato
livello, e che i beni comuni, come l'acqua, sono
imprescindibili - Il diritto al lavoro stabile (Art. 1 e 4
Costituzione italiana) viene ribadito come inalienabile,
mentre la flessibilità va concepita solo come scelta
opzionale del cittadino, e mai come sua unica alternativa -
La convinzione che le economie private possono fiorire solo
all'interno di un saldo sistema economico pubblico.
10 - La
consapevolezza che ciascuno di noi, in quanto cittadini
delle società ricche, ha avuto e continua ad avere una parte
di responsabilità nello squilibrio del mondo, e che perciò
l'atto del cambiamento spetti a noi per primi, oltre che ai
potenti.
11 -
Siamo un soggetto politico, facciamo cioè politica nel
rapporto diretto con i cittadini del mondo. Nei confronti
dei partiti politici dell'arco istituzionale, il nostro
ruolo è quello di sorveglianti e ideatori di proposte, ma
non ci sarà commistione con essi, bensì collaborazione
sempre con una chiara separazione di ruoli.
... ci chiamiamo a raccolta.
Vi chiediamo di incontrarci per trovare una coesione a
partire da questi spunti, e per rivedere i metodi con cui
cercheremo il consenso per un cambiamento reale. Vitale è
comprendere che è sui quei metodi che ci qualificheremo come
rilevanti o, al contrario, irrilevanti ai fini di un
cambiamento. La loro efficacia determinerà il consenso delle
opinioni pubbliche pro o contro le aspirazioni per un mondo
più equo, in altre parole: tutto.
Sui metodi alcuni suggerimenti essenziali:
1 - La
conoscenza dei "Chi", "Come", "Cosa" degli Altri, e cioè chi
erano, come hanno fatto e cosa sono diventati coloro che in
pochi anni hanno quasi totalmente smantellato il mondo
figlio di 100 anni di lotte dal basso. Vi sono, qui,
lezioni essenziali.
2) La
comprensione dei milioni di elettori-consumatori che danno
vari gradi di consenso agli Altri, capire cosa li muove, o
cosa gli impedisce di attivarsi per tutelare sé stessi
nonostante il disagio crescente.
3) La
necessità di trovare una grande responsabilità e coesione
fra noi, perché l'individualismo e l'incostanza sono
sinonimo di sicuro fallimento per chi si è preso il compito
di stimolare un contro-pensiero in milioni di
elettori-consumatori già tremendamente ''fidelizzati' a
un'esistenza commerciale.
4) Il
coraggio di adottare anche metodi che si discostano da
quelli che abbiamo sempre praticato. Il lavoro va fatto dal
basso verso il basso e dal basso verso l'alto: tra noi e la
gente, e da noi ai politici, alle classi dirigenziali.
Questo vale anche per i potenziali finanziatori/sostenitori
delle nostre campagne.
5)
L'assoluta necessità di saper parlare a tutti e di sapersi
far ascoltare da tutti, da sinistra a destra, a favore di
chi è apatico, sfiduciato, arrabbiato, impaurito,
qualunquista ecc. Il loro consenso può cambiare il mondo.
La svolta è a portata di mano. Cogliamola.
Alex Zanotelli, Gino Strada, Gianni Rinaldini, Luigi
Ciotti. E altri amici. |